La Storia infinita di Atreju, unica festa di passione politica (C&I)
Nella Storia infinita di Michael Ende, Atreju è un bambino pelleverde, rimasto orfano e allevato dalla sua tribù – e infatti il suo nome significa “figlio di tutti”, ed è per vendicare l’uccisione dei suoi, egli comincia la Grande Ricerca che fa cominciare il romanzi. Per tanti versi ci sentiamo come il pelleverde e certo cosi si sentono gli ideatori e gli organizzatori della feste che prende il nome dal personaggio della Storia infinita. Che è ormai una istituzione, nella storia politica recente, ospitando dibattiti e figure, anche internazionali, che hanno fatto la storia – forse quella non infinita, ma certo lunga.
L’elemento straordinario è che quando Atreju fu creata, nel 1998, su iniziativa dei dirigenti di Azione Giovani (tra cui quella Giorgia Meloni che negli anni successivi da presidente nazionale le diede la spinta decisiva) le feste di partito erano considerate dei reperti archeologici. Ed era sicuramente cosi visto che nel frattempo non paiono rinate. Invece Atreju è cresciuta ed è in ottima forma, forse perché non è davvero una festa di partito – del resto a organizzarla è oggi Gioventù nazionale. È qualcosa di molto più: è una esperienza intellettuale che si fa azione. E al tempo stesso una esperienza di azione meditata intellettualmente.
L’edizione di quest’anno, dopo lo stop forzato del 2020, è doppiamente speciale perché apparentemente folle: organizzare una festa politica durante il periodo natalizio e intitolarla ai conservatori, un termine che in Italia ha sempre avuto un significato equivoco
Eppure Natale conta molto perché il globalismo lo ha preso di mira già da tempo: ben prima della ridicolo documento della Ue che vietava il Natale. Difenderlo oggi è una azione politica coraggiosa di matrice conservatrice: oltre che di senso comune e di buon senso. Quanto a essere conservatori, nelle parole di Giorgia Meloni vuol dire proprio difendere le tradizioni. Dal nostro punto di vista significa essere identitari. Ma al di là delle dispute nominalistiche, siamo tutti uniti nel gridare “giù le mani dal Natale”.
(Da culturaidentita.it, 5 dicembre 2021).
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La kermesse è in programma dal 6 al 12 dicembre e si svolge in una location speciale: un villaggio natalizio dove si potranno visitare stand solidali con prodotti tipici e punti ristoro. Attrazione per grandi e piccini una grande pista di pattinaggio su ghiaccio. “Il Natale dei Conservatori” è il titolo di questa edizione che vedrà in calendario dibattiti, mostre e la partecipazione di ospiti nazionali e internazionali. Al centro della manifestazione il dibattito sulle principali questioni di attualità, il presente e il futuro del conservatorismo in Italia e in Europa, la difesa dell’identità e la centralità della famiglia, la valorizzazione delle radici cristiane del Vecchio Continente e l’impegno per una riforma dell’Unione europea in senso confederale e basato sui principi di sovranità e sussidiarietà. I numeri dell’edizione 2021: 7 giorni di dibattiti ed eventi, 100 ospiti e relatori, 15 stand di mercato solidale, 3 presentazioni di libri, 6 premi, oltre 300 volontari provenienti da ogni parte d’Italia. Sito ufficiale: www.atreju.tv